Le canzoni sono [come] oggetti lasciati su un tavolo, da prendere e usare libera[mente].
Spesso raccontano storie, a volte sempre la stessa_altre mai la stessa.
Il mondo è pieno di piccole storie lasciate lì, senza un seguito o senza un collegamento con una vita intera, una storia cioè più ampia e completa.
E sotto questo aspetto che le canzoni somigliano alle architetture di una città, pezzi di progetti_idee di persone che si sono avvicendate in tempi ed occasioni differenti: progetti abbandonati, perché qualcuno passasse di lì e continuasse lopera, aggiungendo o togliendo, smontando o rimontando, rimescolando le carte in tavola.
Sono frammenti di_stanti, direbbe un amico.
Poi ad un tratto le cose tendono a riavvicinarsi. Sembrano avere un nesso tra loro. Si fanno prossime, tornano allorigine, come tutte le parti delluniverso in Eureka di Edgar Allan Poe. Tornano al Creatore.
Ricostituiscono il cosmo originario.
E allinizio di tutto cè sempre una storia.
Il nostro primo disco non è una semplice sequenza di canzoni.
Non è nemmeno un concept_album preparato a tavolino.
E una storia nata giorno per giorno, ora per ora. Che non si sa che la si sta facendo, mentre la si fa. Solo alla fine tutto è chiaro. O quasi. Come tutte le storie che si rispettino.
E la nostra storia è una storia breve, dura solamente un giorno.
Larco di un giorno è una scansione naturale del tempo, non data dalluomo o dalle sue creazioni: affari, tecnologia. Il giorno è un regalo del sole. E il sole è il centro del nostro piccolo cosmo: così tutto sembra tornare, anche qui.
Quello che non torna sono i cinque anni trascorsi per raccontare un giorno solamente. Ma siamo un gruppo notoriamente pigro e sonnolento. Un giorno intenso, fatto di parti luminose e parti oscure.
Alla fine lordine viene ristabilito; le cose tornano a posto.
Ma lordine è lavvicinamento degli opposti: luce e buio, vita e morte si sfiorano fino al quasi_contatto. Si riesce a vedere aldilà. Ma non cè niente. Ciò che resta sono solo pensieri, e ancora un po di esperienza.
Nel frattempo, mentre tiriamo avanti, dritto per la nostra strada, altra sabbia è scivolata dentro la clessidra che teniamo nella mano.